Un posto al sole, trama 27/11: Roberto teso dopo l’udienza, Vinicio disgustato da Gennaro
L’alba che avvolge Napoli nel giorno dell’udienza di Roberto Ferri non è solo grigia: è pesante come un presagio. Il mare tace, il Vesuvio osserva muto, mentre in un’aula di tribunale si consuma uno dei momenti più difficili della vita dell’imprenditore. Roberto è seduto accanto al suo avvocato, il volto irrigidito da settimane di tensione, la mente tormentata dal ricordo dell’incidente che ha portato Gennaro Gagliotti a denunciarlo per lesioni gravissime. Il litigio furioso, la spinta, il tonfo, il buio. E poi il verdetto: una pena sospesa a fronte di un risarcimento ingente, accettata non per colpa, ma per amore. Per proteggere Marina dal circo mediatico, per evitare che la sua famiglia venisse travolta da un’altra ondata di scandalo. Eppure, mentre i flash dei fotografi lo accecano, Roberto sente di aver ceduto a un compromesso che gli brucia nell’anima. Quel sorriso sottile, quasi impercettibile, sul volto di Gennaro all’uscita dall’aula lo tormenta più della sentenza stessa. E lo disgusta profondamente, anche se quel disgusto appartiene a un altro uomo: Vinicio, suo fratello, che da tempo osserva in silenzio.
È proprio Vinicio a diventare la scintilla inattesa che ribalta l’intera vicenda. Da mesi sospetta che Gennaro stia mentendo e, una volta tornato a casa, riascolta registrazioni, consulta referti medici, legge tra le righe diagnosi che parlano di un recupero della vista già avviato da tempo. E non solo: conserva sulla sua scrivania un file audio compromettente, in cui Gennaro ammette la propria farsa e si vanta del risarcimento ottenuto da Roberto. Quelle parole sono lame che incidono la sua coscienza. Il sangue che lo lega a suo fratello non basta più a giustificare il silenzio. Così Vinicio prende la decisione più difficile della sua vita: tradire la menzogna per salvare la verità. Si presenta a Casa Ferri e, con la voce di chi ha visto troppo, posa una chiavetta USB sul tavolino di Roberto. In quella stanza non ci sono solo tre persone, ma anni di orgoglio, di ferite, di dubbi repressi. Marina trattiene il fiato, Roberto incrocia lo sguardo di Vinicio come se stesse finalmente trovando un alleato inaspettato. E quella scintilla negli occhi di Ferri annuncia che una nuova battaglia sta per cominciare.
Mentre la guerra legale riprende forza, Palazzo Palladini si trasforma in un teatro di tensioni parallele. Raffaele, stanco ma determinato a lasciare il suo storico ruolo di portiere, affronta l’ira di Renato, convinto che lo stia facendo solo per compiacere Ornella. Giulia prova a calmare le acque, ma i legami, quando si incrinano, fanno rumore. Rosa vive sospesa tra il dolore per la rottura con Pino e l’ombra affettuosa ma ingombrante di Damiano, che vaga per il quartiere incapace di decidere se avvicinarsi o scomparire. Manuela, divisa tra la laurea e il matrimonio con Nico fissati lo stesso giorno, tiene due inviti tra le mani come se fossero due destini incompatibili. In mezzo a tutto questo, Alberto Palladini, solitamente distante e ironico, accetta di affiancare Roberto nella revisione del caso, creando un’alleanza improbabile ma potentissima. E mentre Napoli si prepara a un nuovo giorno, i fili delle storie personali si intrecciano sempre di più, creando una rete emotiva che non dà tregua a nessuno.
Il momento della verità arriva improvviso, come tutte le svolte decisive. Gennaro riceve una chiamata dall’ufficio giudiziario: una nuova udienza è stata fissata per verificare le sue dichiarazioni. È il panico a tradirlo. Il bicchiere gli cade dalle mani, la voce gli trema, la sua sicurezza teatrale si sgretola. Vinicio, convocato come testimone, si presenta in tribunale con lo sguardo cupo di chi ha perso un fratello prima ancora che un parente venga accusato. L’aula è gremita: tra le panche siedono Raffaele, Giulia, Damiano, persino alcuni curiosi del palazzo. Quando l’oculista conferma che Gennaro ha recuperato gran parte della vista da mesi e che ne era pienamente consapevole, l’uomo esplode in una scenata disperata, ormai inutile. Le prove sono schiaccianti: fotografie, testimonianze, registrazioni. La farsa si disintegra davanti a tutti. Roberto lo osserva senza trionfo, ma con un silenzioso senso di giustizia ritrovata. Marina gli stringe la mano. La guerra non è vinta, ma la menzogna più grande è caduta.
La giornata si chiude con un senso di restaurazione, ma non di pace. A Palazzo Palladini, le scelte compiute continuano a pesare sui cuori dei protagonisti. Rosa confessa a Damiano di aver bisogno di tempo, ma non di distanza; Gianluca conclude la sua prima settimana sobria e riceve parole sincere dal padre che ha imparato, troppo tardi, a volergli bene; Manuela rinvia la laurea per vivere pienamente l’amore che le ha cambiato la vita. Renato, infine, si avvicina a Raffaele e, con un sorriso amaro, gli riconosce la libertà di cambiare senza tradire nessuno. Intanto Vinicio, compiuto il suo dovere, lascia Napoli con le valigie leggere e il cuore pesante: la verità l’ha liberato, ma non senza prezzo. E mentre il tribunale applaude la riapertura del caso contro Gennaro, Roberto e Marina si tengono stretti come due guerrieri che hanno ancora ferite aperte, ma finalmente un orizzonte davanti. Perché la verità, quando torna a galla, può non guarire tutto, ma illumina sempre le strade da cui ripartire.